Il fiume Wien, scarpata lungo le sponde sotto il viadotto dell’autostrada

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Il Wien a Vienna

Prima che il fiume Wien venisse domato con le opere di regolazione, ci si avvaleva della sua notevole energia idrica per azionare mulini e altro. Sembra possibile che sia stato il fiume Wien a dare il suo nome alla città, in un antico testo infatti si parla di una battaglia presso “Weniam”, che significa ruscello del bosco, avvenuta nell’881.

Questo corso d’acqua dal flusso moderato è incassato in un canale di cemento e scorre tra i palazzi di Vienna per sfociare infine nel Canale del Danubio. Nasce alla sorgente Kaiserbründl nel bel Bosco Viennese. È da qui che l’imperatrice Sisi si faceva portare appositamente a Schönbrunn quest’acqua particolarmente apprezzata per il caffè. O forse era spinta dal desiderio di bellezza interiore? Ancora oggi si dice che quest’acqua di sorgente abbia magiche virtù.

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Complesso in stile Liberty lungo il fiume Wien
Il cosiddetto portale del fiume Wien (il fiume di Vienna) si trova nello Stadtpark, il parco cittadino.© MA 29 / Wurscher
Portale del complesso in stile Liberty lungo il fiume Wien
L’opera in stile liberty fu ideata da Friedrich Ohmann e accompagna il Wien attraverso lo Stadtpark.© WienTourismus/Peter Rigaud
River obstruction
La Promenadeweg (il percorso pedonale) è percorribile durante tutto l’anno.© Kurt Wurscher
River obstruction
Nello Stadtpark, vasi blu alti quasi due metri abbelliscono la passeggiata lungo le rive del Wien. Anche questi sono stati progettati dall’architetto viennese Friedrich Ohmann.© MA 29/Archiv
Il fiume Wien racchiuso tra muri
La moderata corrente del fiume scorre tra i palazzi plurifamigliari viennesi in un canale di cemento armato per sfociare in seguito nel canale del Danubio.© MA 29 / Wurscher
Cigno sul fiume Wien e pesce sotto il pelo dell’acqua
In città, gli animali si sentono a loro agio. Le acque del Wien costituiscono un ambiente vitale, soprattutto per i palmipedi e i pesci.© Wiener Wildniss
Il fiume Wien, scarpata lungo le sponde sotto il viadotto dell’autostrada
Presso Hütteldorf, il fiume Wien è stato ampiamente rinaturalizzato, apportando così un valido contributo per il mantenimento dello spazio vitale di molti animali in città. © Stadt Wien / Wiener Gewässer
Il fiume Wien nella rete fognaria di Vienna
Il percorso del Wien attraverso la città conduce perfino sottoterra. Nel Tour del Terzo Uomo (3. Mann Tour) ci si reca anche al di sotto della città.© Rainer Fehringer

Al limite occidentale della città, nel 13° distretto, si avverte il carattere naturale del fiume. Qui per rivitalizzare il fiume sono state combinate ingegneria e biologia. L’area delle sponde è stata rinverdita e ci vivono ora diverse specie animali e vegetali.

La passeggiata lungo il fiume Wien, che costeggia direttamente il corso d’acqua, solca per sette chilometri quest’oasi verde. Alla vista del piccolo canale risulta difficile credere che si tratti di un fiume torrentizio dal carattere alpino. Ma 27 indicatori di piena situati direttamente nel letto ricordano che bisogna lasciare immediatamente la passeggiata quando l’acqua supera un certo livello. La regolazione del corso d’acqua infatti rappresenta una fondamentale misura di protezione dalle piene per l’intera città. In caso di forti piogge in pochi minuti il Wien può trasformarsi in un fiume torrenziale.

Seguendo il fiume in direzione centro storico, si noterà che sparisce letteralmente dalla superficie, lì infatti il suo corso è sotterraneo. E sotto il mercato Naschmarkt la rete fognaria di Vienna è persino celebre in tutto il mondo, poiché qui furono ambientate scene del classico film hollywoodiano “Il terzo uomo”.

Presso i giardini dello Stadtpark termina la galleria, è qui che si trova il portale del fiu­me Wien realizzato nel 1906, un capolavoro archi­tettonico di Friedrich Ohmann. E nono­stante l’apparente monotona tristezza nell’alveo del fiume, si vede anche in questo tratto che il Wien è ancora un fiume torrentizio: qui ci sono persino cigni, anatre e diverse specie di pesci che rendono Vienna ancora più viva.

Testo: Karoline Gasienica-Bryjak




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